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Toolkit: Impact Model
URGE – Design Museum
Londra – 2023

Il Ruolo dei Musei nella Sostenibilità: Un Nuovo Pilastro Culturale

Oggi, parlare di sostenibilità significa affrontare le sfide del futuro non solo in termini ambientali, ma anche economici e sociali. Recentemente, è emersa la necessità di aggiungere un quarto pilastro a questa triade: la cultura. Nel documento “Culture: Fourth Pillar of Sustainable Development” del 2010, l’Agenda 21 per la Cultura e lo United Cities and Local Governments (UCLG) hanno sottolineato come la crescita economica, l’inclusione sociale e l’equilibrio ambientale non siano sufficienti per riflettere tutte le dimensioni delle nostre società globali. Hanno proposto l’integrazione della dimensione culturale nelle politiche di sviluppo sostenibile, evidenziando che creatività, diversità e bellezza sono fondamentali per un dialogo che favorisca il progresso sostenibile.

Secondo Nancy Duxbury, la dimensione culturale è cruciale perché:

  1. Fornisce nuovi modi di percepire il mondo, stimolando cambiamenti nel pensare e nel vivere.
  2. Catalizza l’impegno pubblico e le relazioni sociali, favorendo nuovi modi di vivere insieme.
  3. Trasforma fisicamente e simbolicamente gli spazi in cui viviamo, migliorando la connessione con l’ambiente naturale e costruito.

In questo contesto, i musei emergono come luoghi di cultura con un ruolo chiave nella promozione della sostenibilità. Il primo paragrafo di questa indagine esplora se i musei debbano essere considerati semplicemente spazi espositivi o luoghi di cultura attiva. La definizione più recente dell’International Council of Museums (ICOM) del 2022 descrive i musei come istituzioni permanenti senza scopo di lucro che promuovono la diversità e la sostenibilità attraverso una varietà di attività educative e culturali. I musei sono visti come “Cultural Hubs”, punti di riferimento che possono influenzare nuovi stili di vita sostenibili a livello locale e globale.

Con circa 95.000 musei nel mondo e 1-2 miliardi di visite annuali, i musei hanno un potenziale significativo per promuovere lo sviluppo sostenibile. Molti musei stanno già lavorando in questa direzione, adottando gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite e integrando la sostenibilità nelle loro pratiche interne ed esterne. Questa integrazione offre ai musei nuove opportunità per interpretare le collezioni, coinvolgere il pubblico, migliorare l’uso delle risorse e promuovere la responsabilità sociale.

Esempi virtuosi includono il MART di Rovereto, che ha implementato un programma di efficientamento energetico, e il DEPOT Museum di Rotterdam, progettato per essere un edificio altamente sostenibile. Questi musei dimostrano che è possibile ridurre l’impatto ambientale attraverso innovazioni tecnologiche e pratiche sostenibili.

Tuttavia, ci sono ancora numerosi ostacoli. Un’indagine condotta dal Network of European Museums Organisations (NEMO) nel 2022 ha rilevato che molti musei non hanno una conoscenza sufficiente degli SDG e dell’azione per il clima. La mancanza di fondi e di supporto da parte delle amministrazioni pubbliche, insieme alla carenza di formazione specifica per il personale, sono tra le principali barriere alla transizione sostenibile.

La sostenibilità nei musei non riguarda solo l’efficientamento energetico o la gestione delle risorse, ma anche una revisione delle modalità espositive. Le mostre “blockbuster”, che attirano grandi folle ma spesso comportano un alto costo ambientale, sono un esempio di come la sostenibilità debba essere considerata anche nella progettazione delle esposizioni. I musei devono passare a progetti più flessibili e sostenibili, che sfruttino al meglio le collezioni esistenti senza comportare sprechi significativi.

In sintesi, per i musei, abbracciare la sostenibilità significa ripensare le proprie strategie e pratiche, promuovendo un cambiamento culturale che coinvolga non solo le istituzioni ma anche il pubblico e le comunità locali. La sfida è complessa, ma indispensabile per garantire un futuro sostenibile per le generazioni future. Come ha sottolineato il Codice Etico dell’ICOM, i musei devono andare oltre la semplice gestione delle collezioni e diventare agenti attivi di cambiamento sociale e culturale.

Gli Strumenti Museali per la Sostenibilità: Toolkit per le Esposizioni

Il tema della sostenibilità nei musei è attualissimo e ricco di opportunità. Un aspetto cruciale è la gestione delle mostre, che può giocare un ruolo significativo nella riduzione delle emissioni. Secondo il documento ‘Exhibition Design for Our Time’ del collettivo URGE e del Design Museum, i musei possono adottare diverse strategie sostenibili nella progettazione e organizzazione delle mostre.

Intervenire sugli edifici, sull’uso dell’energia per illuminazione e climatizzazione, e sui materiali usati per le esposizioni sono passi fondamentali. Decidere con attenzione il contenuto, la durata delle mostre e i partner con cui collaborare può ridurre notevolmente l’impatto ambientale. Tuttavia, uno degli ostacoli principali è la mancanza di normative nazionali e internazionali specifiche per la sostenibilità museale.

Un esempio virtuoso è il progetto del collettivo URGE per la mostra “Waste Age” del Design Museum di Londra, dove è stato creato un Impact Model per monitorare le fasi del ciclo di vita di una mostra, dalla pre-esibizione alla post-esibizione. Questo modello ha permesso di calcolare l’impatto ambientale della mostra, fornendo dati utili per future esposizioni più sostenibili.

Lo scopo di questo strumento è quello di consentire ai responsabili dei progetti espositivi di effettuare una valutazione comparativa dell’impronta di carbonio del ciclo di vita dello sviluppo, della produzione e dell’accoglienza di una nuova mostra.

Lo strumento consente inoltre agli utenti di confrontare le opzioni, in particolare per quanto riguarda i tipi e il trasporto degli oggetti e i materiali di costruzione.

I risultati di questo strumento sono stime dell’impronta totale e della sua distribuzione tra sviluppo, oggetti, tournée, costruzione, strutture e rifiuti di una mostra. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto potenziale delle decisioni prese durante il ciclo di vita di una mostra e di stimolare le domande, gli apprendimenti e gli sforzi per ridurre l’impronta ambientale delle mostre future.

L’accuratezza dei risultati di questo strumento dipende dalla qualità e dalla completezza degli input, nonché dalla specificità del modello stesso, e deve quindi essere considerata una valutazione “di screening”.

LINEE GUIDA PER L’USO

1. Inserire nel modo più completo possibile i campi evidenziati in rosso chiaro:

  • Operazioni della sede: Aggiungere l’indirizzo della sede principale e le letture dei contatori e tutti gli indirizzi delle sedi itineranti.
  • Sviluppo: Aggiungere tutte le parti interessate e completare la sezione
  • Oggetti: Tutti gli oggetti da esporre
  • Casse / Trasporto / Materiali : Tutta la logistica prevista per il tour
  • Costruzione: Tutti i materiali da costruzione previsti – la revisione può essere fatta dall’appaltatore
  • Attrezzature AV e luci: Tutte le attrezzature A&V e di illuminazione previste

2. Una volta che l’elenco degli oggetti, il design 2D e 3D e le commissioni per l’AV e l’illuminazione sono definitivi, aggiungere i dati relativi alla quantità, all’approvvigionamento e alla qualità nei campi evidenziati in GIALLO, comprese le decisioni sulla probabilità che gli elementi vengano portati in tournée o meno.

3. Esaminare la colonna “Contributo al carbonio” per identificare i punti critici per le emissioni di carbonio in ogni fase e indagare sulle opportunità di riduzione delle emissioni con il relativo “proprietario” di tali emissioni.

4. Continuare a migliorare l’accuratezza e la completezza degli input, in particolare per quanto riguarda il tour (sia la designazione degli elementi che i dettagli del tour).

5. Durante la disattivazione, catturare i flussi di rifiuti nella scheda “Rifiuti”.

6. Continuare a migliorare l’accuratezza e la completezza degli input, in particolare per quanto riguarda i viaggi (sia la designazione degli articoli che i dettagli dei viaggi).

7. Durante la disattivazione, acquisire i flussi di rifiuti nella scheda “Rifiuti”.

Questo strumento deve essere considerato come una risorsa in evoluzione. Man mano che si renderanno disponibili informazioni più specifiche sulle emissioni di carbonio delle imprese, sul carbonio incarnato dei materiali e sugli impatti del trattamento dei rifiuti, esse dovranno essere incorporate nell’inventario esistente in questo strumento.
Allo stesso modo, l’evoluzione dei metodi di rendicontazione dovrebbe riflettersi in questo strumento.

Nonostante questi progressi, la mancanza di strumenti condivisi e di una normativa specifica rimane un problema. I musei devono collaborare per sviluppare soluzioni settoriali condivise e ottenere supporto politico per garantire una transizione sostenibile efficace. Solo attraverso una collaborazione coordinata e l’adozione di strumenti aggiornati sarà possibile trasformare i musei in veri centri di ricerca e innovazione sulla sostenibilità.

Struttura del toolkit “Impact Model”

Credits

URGE – Design Museum. Waste Age: What can design do? – 2023, London.